Ci sono storie che appartengono al passato e altre che attraversano i secoli per continuare a parlare al nostro presente. Il canto di Orsola è una di queste.
Si tratta di un’opera musicale e drammaturgica originale – una lauda per soprano, coro femminile e organo – ispirata alla straordinaria vicenda di sant’Orsola narrata nel celebre ciclo di affreschi del Trecento dipinto da Tomaso da Modena e custodito al Museo di Santa Caterina di Treviso.
Ispirata e composta durante gli ultimi lavori di restauro degli affreschi, Il canto di Orsola ha dato forma sonora e poetica al suggestivo racconto visivo di Tomaso da Modena.
L’opera ritorna in scena, a quindici anni dal debutto e in occasione delle celebrazioni per i Settecento anni dalla nascita di Tomaso da Modena, nello stesso luogo in cui fu concepita, restituendo alla città e al pubblico un’esperienza artistica dove spazio, pittura, danza, poesia e musica si fondono e cantano all’unisono.
Un storia leggendaria
La protagonista intona per noi un canto nuovo rievocando la sua vicenda terrena e condividendo la leggendaria impresa da lei compiuta insieme alle sue compagne di ventura in un tempo remoto.
Orsola, principessa bretone, accoglie la “ragion di Stato” che la vuole sposa. Ella impone le sue condizioni: il battesimo del promesso sposo e un pellegrinaggio a Roma prima delle nozze. Un lungo cammino che percorre a bordo di precarie navicelle sul fiume Reno e poi a piedi. Un percorso avventuroso che mette alla prova il suo coraggio radicando in lei Fede, Ideali e Visione profetica. Un viaggio che segna le tappe del suo destino di Santità e di Gloria, giungendo infine a Colonia dove l’attende il martirio.
L’inizio di nuovo cammino
Il canto di Orsola non è solo una lauda rievocativa. La figura di Orsola – donna che sceglie il proprio destino con coraggio e dignità affrontando i pericoli e la sorte – diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia e profonda sui temi contemporanei della libertà, della parità di genere e del diritto all’autodeterminazione. Non soltanto uno spettacolo, dunque, ma l’inizio di un nuovo cammino condiviso con il territorio e la comunità affinché la voce di Orsola continui a risuonare nel tempo.
